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La ristorazione padovana combina l’alta qualità degli ingredienti ad una tradizionale cucina semplice locale, alimentata da una grande varietà di prodotti stagionali collinari, flu...
La ristorazione padovana combina l’alta qualità degli ingredienti ad una tradizionale cucina semplice locale, alimentata da una grande varietà di prodotti stagionali collinari, fluviali, di pianura e lagunari, impreziosita dalla professionalità di chef ed operatori della raffinata ristorazione padovana, che sanno preservare gli antichi sapori pur rivisitandoli secondo la più moderna sensibilità gastronomica.
I piatti più famosi sono il bollito alla padovana, i risi e bisi, la pasta e fagioli, il risotto di fegatini, le gran varietà di minestre maridae, ma ogni comprensorio presenta delle gustose specialità tipiche, spesso di antica origine e legate alla tradizione contadina locale.
La natura dei Colli Euganei offre uve per vini eccellenti, olive per un olio dal sapore unico, una grande varietà di frutta e ortaggi e ad ogni stagione erbe spontanee e frutti del sottobosco che sono alla base di piatti saporiti.
Sono tredici i vini D.O.C. dei Colli, la cui qualità è attentamente controllata e certificata dal Consorzio Tutela Vini DOC Colli Euganei. La produzione di olio ha una tradizione antica: risale infatti al ‘700 lo storico frantoio di Valnogaredo, ancora oggi funzionante, che assieme ad altri frantoi producono l’Olio Euganeo dal sapore particolarmente fruttato ed un lieve retrogusto di mandorle con un basso tenore di acidità. Delizioso è il miele, nettare degli Dei, prodotto sia nella varietà Millefiori che monofloreale, in particolare di acacia e di castagno.
Tra i primi piatti, i tipici “bigoli” arricchiti da ottimi sughi come il ragù d’anatra e i risotti con le erbe o con i funghi dei Colli.
La cucina gustosa e semplice del Montagnanese e dell’Estense, zona famosa per la macellazione del maiale, propone le tipiche pietanze quali i codesini, la bondiola col lengual, le soppresse, le luganeghe ma soprattutto dell’eccellente prosciutto dolce di Montagnana, il cui successo si deve al peculiare gusto dolce e morbido, al colore rosa tenue ed al profumo.
Questi piatti vengono quotidianamente impiegati e valorizzati nel canale horeca Veneto.
Cibo antichissimo di quest’area, anche se ormai raramente proposto, è l’oca in onto, una preparazione a base d’oca conservata nel proprio grasso. La tradizione dolciaria propone i zaleti, biscotti di farina di mais macinata grossa e i pazientini, biscotti di mandorle e nocciole.
La Saccisica, caratterizzata da distese di campi coltivati, casoni e aziende agricole, è il regno degli animali da cortile come anatre, oche, germani reali e soprattutto della gallina di Polverara, considerata il migliore pennuto d’Italia insieme alla “gallina padovana”, e dello Stradon del Vin Friularo.
La zona risente degli influssi della cucina lagunare: non è raro trovare locali dove gustare specialità a base di pesce di mare e di fiume (anche a base di rane) accanto a piatti di cacciagione o arrosti.
Verso la laguna, la mescolanza di terra e sabbia è terreno ideale per la coltivazione di asparagi e radicchio, mentre a Stroppare e ad Anguillara si può degustare la patata dolce.
La tradizione legata alla lavorazione della carne di cavallo trova nella zona a ridosso della riviera del Brenta la propria terra d’elezione.
Sono saldamente ancorati alla tradizione e ben differenziati per stagione anche i piatti proposti dalla cucina dell’Alta Padovana, utilizzando i migliori prodotti per ristorazione. Qui la polenta è regina, anche in una versione dolce a Cittadella chiamata polentina.
Trattorie, ristoranti e tutte le attività impegnate nel settore Horeca propongono stagionalmente antiche ricette quali polenta e osei, arna rosta, marsoni fritti e il luccio del Brenta.
La cucina è in parte influenzata dalla vicina tradizione vicentina e trevigiana, che comporta la presenza di numerosi piatti a base di cacciagione, baccalà e radicchio. L’abbondanza di acque e le vaste distese di prati stabili fanno dell’Alta la zona di produzione d’eccellenza di vari formaggi, come Asiago, Montasio e Grana Padano.
Artigianato
L'attività artigianale è talmente diffusa nel territorio padovano che si può parlare di una vera e propria “provincia artigiana”. Antichissime le origini delle principali lavorazioni, come quella dei metalli, ferro battuto, rame battuto e sbalzato, bronzo fuso (è capolavoro artigianale la paleoveneta situla Benvenuti conservata presso il Museo nazionale Atestino di Este).
In più, la decorazione a smalto di complementi d’arredo, o ancora la produzione di ceramiche – di grande pregio quelle estensi -, la lavorazione del legno ed in particolare la produzione di mobili rustici ed in stile oppure il restauro del mobile antico, attività molto diffusa nel Montagnanese. Notevole è la diffusione dell’arte degli orafi e degli argentieri.
L’arte tessile e la lavorazione delle pelli, fondamento dell’economia padovana nel medioevo, continuano in un pullulare di maglifici e laboratori specializzati nell’arte della tessitura, del ricamo e della concia. L’artigianato tipico viene messo in mostra in occasione di fiere e mostre dedicate a questo antico settore, ed è spesso il protagonista di molte rassegne e sagre popolari.
Foto - Turismo Padova Terme Euganee:
1. Pane schissotto. Fotografo Danesin
2. Bondiola squizzato. Fotografo Danesin
3. Brodo di giuggiole. Fotografo Sabbion
4. Este: ceramista. Archivio storico