21 set 2026
Alternative vegetali nella ristorazione: perché provare Planted nel menu
Una nuova alternativa per ampliare il menu: scopri Planted, i suoi ingredienti e come utilizzarlo nella ristorazione.
L’11 settembre 2026 abbiamo dedicato una giornata alla scoperta di Planted, insieme alla nostra forza vendita, nella Cooking Room di Polo. È stata un’occasione per conoscere meglio il brand, assaggiare i prodotti e ragionare su come il plant based possa trovare spazio in cucina e nel menu di un ristorante.
Per chi ogni giorno costruisce piatti, sceglie ingredienti e deve trovare il giusto equilibrio tra gusto, praticità e nuove richieste dei clienti, il tema è interessante perché il pubblico del plant based non coincide più soltanto con vegani e vegetariani: sempre più persone continuano a mangiare carne, ma cercano anche alternative da provare, occasioni per variare e proposte diverse da inserire nella propria alimentazione.
È questo il senso di “Provalo anche Planted”: portare nel menu una proposta vegetale in più, capace di incuriosire anche chi normalmente sceglie la carne.
Plant based: cosa significa?
Plant based significa letteralmente “a base vegetale” e indica prodotti e preparazioni realizzati principalmente con ingredienti di origine vegetale. Nel caso di Planted, parliamo di prodotti 100% vegetali che puoi inserire in cucina con modalità semplici e familiari, partendo da proteine vegetali e lavorandoli all’interno di ricette già vicine al tuo modo di cucinare.
Per te che costruisci un menu, però, il plant based non è solo una definizione: significa avere una possibilità in più da proporre ai tuoi clienti, senza dover ripensare completamente la cucina o creare una linea separata. Puoi inserirlo in piatti che già conosci, adattarlo al tuo stile e sfruttarne soprattutto praticità e versatilità, due aspetti che diventano decisivi quando devi conciliare creatività, tempi di servizio e organizzazione del lavoro.
Alternative alla carne nel menu: una scelta anche per chi è onnivoro
Quando introduci un’alternativa vegetale alla carne nel tuo menu, non devi pensare soltanto a chi è vegano o vegetariano. Il pubblico è molto più ampio e comprende anche chi continua a mangiare carne, ma sceglie di ridurne il consumo, alternarla più spesso e provare nuove proposte, con una crescente attenzione anche a salute e sostenibilità.
Per te, questo significa poter offrire un’alternativa alla carne anche a chi normalmente la consuma, inserendola in piatti e occasioni già familiari al cliente. Non serve creare una proposta “solo per vegani”: puoi presentarla come una scelta in più, capace di incuriosire chi vuole variare, provare qualcosa di diverso o orientarsi verso proposte più attente a ciò che mangia e al loro impatto. Anche il modo in cui la racconti fa la differenza: parlare di 100% vegetale o plant based aiuta a rendere la proposta più immediata e accessibile, senza confinarla in una categoria troppo specifica.
Cosa c’è dentro Planted? Pochi ingredienti, facili da riconoscere
Se decidi di inserire una proposta plant based nel tuo menu, prima o poi può arrivare una domanda molto semplice da parte del cliente: “Cosa c’è dentro?”.
Planted ha costruito la propria proposta puntando su ricette brevi e ingredienti facilmente riconoscibili, così da rendere più immediato capire e raccontare il prodotto.
Planted ha costruito la propria proposta puntando su ricette brevi e ingredienti facilmente riconoscibili, così da rendere più immediato capire e raccontare il prodotto.
Nel Planted Chicken Classico, per esempio, trovi acqua, proteine di pisello, fibre di pisello, olio di canola, sale e vitamina B12. La composizione cambia naturalmente da una referenza all’altra, ma il principio resta lo stesso: partire da ingredienti vegetali e da una formulazione essenziale.
Per te significa poter spiegare con semplicità cosa stai portando nel piatto e rispondere in modo chiaro alle domande del cliente. Quando poi il prodotto arriva in cucina, entrano in gioco anche struttura, consistenza e resa in cottura, aspetti che dipendono dal modo in cui gli ingredienti vengono lavorati. Nel caso di Planted, questo lavoro passa attraverso estrusione e fermentazione.
Fermentazione: come nasce la consistenza Planted
Se guardi soltanto gli ingredienti, viene naturale chiedersi come sia possibile ottenere da proteine vegetali una struttura così definita. Planted lavora su questo aspetto combinando estrusione e fermentazione, due processi diversi ma complementari.
Con l’estrusione, le proteine vegetali vengono mescolate con acqua e olio di canola, impastate e riscaldate all’interno di un estrusore. Il processo modifica la loro struttura e le porta ad assumere una forma più fibrosa e allungata, creando quella consistenza che, quando il prodotto arriva in cucina, rende più familiare il morso e la lavorazione.
La fermentazione lavora invece sulla struttura e sulle caratteristiche del prodotto nel tempo, attraverso microrganismi selezionati, secondo un principio che in cucina conosci già da alimenti come pane, birra, vino, tempeh o crauti. Nel caso di Planted, viene utilizzata per ottenere pezzi più complessi, succosi e teneri e per sviluppare gusto e consistenza senza dover ricorrere a una lunga lista di additivi.
Per te, il vantaggio è molto concreto: non hai davanti semplicemente un composto vegetale, ma un prodotto con struttura, fibra e consistenza più definite, che puoi inserire con maggiore naturalezza in piatti già familiari, lavorandolo in padella, alla piastra o all’interno di preparazioni più elaborate. Questo rende più semplice costruire una proposta plant based che funzioni davvero in cucina, non solo sulla carta.
Come Planted può ridurre l’impatto ambientale del tuo menu
La sostenibilità è uno dei motivi per cui oggi il plant based sta entrando sempre più spesso nelle scelte di chi mangia fuori casa. Anche per te che costruisci un menu, quindi, può diventare un elemento da considerare insieme a gusto, praticità e versatilità: non per cambiare completamente la tua proposta, ma per offrire al cliente un’alternativa con un impatto ambientale più contenuto.
Su questo aspetto Planted porta dati molto concreti. Secondo le valutazioni di Eaternity, calcolate considerando il ciclo produttivo fino all’uscita dallo stabilimento, i prodotti Planted permettono di risparmiare fino al 97% delle emissioni di gas serra e fino al 90% dell’acqua rispetto alla carne animale.
Inserire Planted nel tuo menu significa quindi aggiungere una proposta che puoi raccontare anche attraverso il suo minore impatto ambientale, dando un valore in più alla scelta del cliente. E proprio perché non è necessariamente riservata a chi è vegano o vegetariano, la sostenibilità può diventare un motivo ulteriore per incuriosire anche chi normalmente sceglierebbe la carne, ma vuole provare qualcosa di diverso.
Provalo anche Planted”: come inserirlo nel menu
Portare il plant based nel tuo menu non significa necessariamente inventare piatti completamente nuovi. Puoi partire da preparazioni che già proponi, capire dove una versione vegetale può funzionare e utilizzare “Provalo anche Planted” per invitare il cliente a scoprire un’alternativa diversa, mantenendo riconoscibile il piatto e il modo in cui viene presentato.
Nell’assortimento Polo trovi diverse referenze Planted, pensate per adattarsi a preparazioni e occasioni di consumo differenti.
Nell’assortimento Polo trovi diverse referenze Planted, pensate per adattarsi a preparazioni e occasioni di consumo differenti.
In bocconcini e già condito, è probabilmente la referenza più semplice da inserire in ricette che il cliente conosce già. Puoi utilizzarlo in insalate, bowl, piadine e wrap, abbinarlo alle verdure oppure lavorarlo in padella con una marinatura o una salsa per caratterizzarlo secondo il tuo stile. È una soluzione interessante proprio quando vuoi partire da una preparazione abituale e proporla “anche Planted”.
Pensato per una proposta più strutturata, arriva in medaglioni e può essere preparato in padella o alla griglia. Può quindi trovare spazio tra i secondi del menu, accompagnato da contorni, salse e condimenti già presenti nella tua cucina, offrendo una versione plant based di un’occasione di consumo tradizionalmente legata alla carne.
La panatura croccante lo rende particolarmente adatto a burger e panini, ma anche a proposte più veloci o informali. Se hai già un hamburger in carta, puoi affiancargli facilmente una versione Planted, mantenendo pane, salse, verdure e contorni coerenti con l’identità del tuo locale.
I bocconcini offrono invece maggiore libertà nella costruzione del piatto: puoi utilizzarli per spezzatini, curry, noodle, bowl, panini, piadine e wrap, adattandoli a cucine e occasioni di consumo molto diverse. Sono particolarmente interessanti quando cerchi una base versatile da personalizzare con salse, verdure, spezie e accompagnamenti.
Il punto, quindi, non è replicare necessariamente un piatto di carne in ogni dettaglio, ma partire da ciò che già funziona nel tuo menu e capire dove Planted può aggiungere una scelta in più, semplice da comprendere per il cliente e pratica da gestire in cucina.
La giornata dell’11 settembre 2026 ci ha permesso di conoscere Planted più da vicino, assaggiare i prodotti e approfondirne le possibilità di utilizzo nella ristorazione professionale. Un momento di formazione dedicato alla nostra forza vendita, con l’obiettivo di trasformare ciò che abbiamo imparato in idee e soluzioni concrete da condividere ogni giorno con chef e ristoratori.
L’ingresso di Planted nel nostro assortimento si inserisce in un percorso più ampio: quello di offrire prodotti capaci di accompagnare l’evoluzione dei menu e delle richieste dei clienti.
Accanto alle proposte Planted, nel catalogo Polo trovi infatti anche altre soluzioni vegetali, come i falafel bonduelle a base di ceci, le linguine di verdura, piselli e lenticchie e i burger vegetali con farro e ceci, per costruire un menu più vario e offrire ai tuoi clienti nuove possibilità di scelta
Accanto alle proposte Planted, nel catalogo Polo trovi infatti anche altre soluzioni vegetali, come i falafel bonduelle a base di ceci, le linguine di verdura, piselli e lenticchie e i burger vegetali con farro e ceci, per costruire un menu più vario e offrire ai tuoi clienti nuove possibilità di scelta
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